Ah, Odette. Odette, assieme a tutti i miserabili di questa terra. Antico simbolo di innocenza ed implicita virtù. E' la virtù dei deboli, dei diseredati, degli oppressi di ogni tempo e luogo. Dai negri africani catturati e venduti come schiavi, ai nativi americani massacrati a Wounded Knee, ai ragazzi palestinesi vestiti di stracci visti difendersi con le pietre dai carriarmati israeliani.
Chi è che non ha, incontrandoti, quasi come un colpo di fulmine ceduto al fascino della tua disperazione; o osato mettere in dubbio il candore della tua anima; o serbare riserve su quella tua aria sperduta da Titti, povera creaturina inerme dagli occhi di cerbiatto assediata da orde di Gatti Silvestro ansiosi di fare un sol boccone della tua piccola, preziosa vita? Chi mai avrebbe il coraggio di commettere un simile sacrilegio?
Ma almeno tu, cara Odette, forse puoi. Suvvia ammettilo, che in fondo anche il tuo è un cuore di tenebra. Che un'infanzia fatta di privazioni, umiliazioni, cattiveria ed abusi di ogni tipo, piuttosto che preservare la purezza ed innocenza che tutt'ora senza intenzione dissimuli attraverso il tuo sguardo, ha riempito il tuo petto d'odio, invidia e sentimenti di vendetta. Che un'esistenza miserabile e senza potere ha fatto di te, come un lupo, un essere affamato di autorità e privilegio. Che scottata in tenera età dalle fiamme dell'inferno (e l'inferno della miseria non ha nulla di romantico), venderesti la tua anima al diavolo pur di non farci ritorno. Che per il male, le sofferenze e le frustrazioni che hai sofferto un giorno qualcuno dovrà pur pagare, sarà magari la servetta che nel non detto del "vissero felici e contenti" ti sarai di certo potuta permettere...
Spiega per favore a questi turisti della vita e prestigiatori della parola che la debolezza come il lavoro - altra falsità - non nobilita e di certo non costituisce alcun titolo di merito. Che gli umiliati ed offesi di oggi altri non sono che gli oppressori e aguzzini di domani. Che non vi è nessuna controstoria, o narrazione alternativa possibile, ma soltanto la stessa merda che all'infinito si rimescola un po' da una parte un po' dall'altra.
Niente di personale, Odette, tu lo sai. Però diglielo, diglielo a questi ingenui ed affabulatori, che la realtà è un'altra cosa.

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