Al confine tra bene e male, sanità e pazzia, piacere e dolore, noto ed ignoto, realtà e fantasia, bagnata dai fiochi raggi obliqui di un perenne crepuscolo o di un'eterna alba, si trova una zona d'ombra, una terra di nessuno dove nulla è ancora stato scritto e tutto è possibile: benvenuti ad Interzona.

lunedì 29 novembre 2010

Un cielo color vaniglia (ovvero la mala educatión della letteratura): parte 1.

Cass, la più bella donna della città, fuoco fluido in movimento, spirito ribelle che per eccesso di grazia e presunzione sfregi ed umilii il tuo corpo sino all'estremo sacrificio che solo può redimere il gretto e spietato mondo che Bukowski, come un perverso demiurgo, ha per te modellato; ebbene, cara Cass, sappi che nella realtà tu non esisti e mai potresti esistere - non certo come il buon Buk ti ha immaginato.

Su, non temere, accosta al tuo occhio questo caleidoscopio magico che ora ti porgo,  e potrai gettare uno sguardo a te stessa come effettivamente appariresti in una delle possibili permutazioni del reale, per una volta emancipata dallo specchio deformante della rappresentazione artistica alla quale appartieni:

se non "the most beautyful" comunque una bella donna, al limite - c'è da sperarlo - non aspireresti a fare la velina o a partecipare a qualche reality show, ma quasi inevitabilmente finiresti, eventualmente passato qualche effimero moto di pseudoribellione adolescenziale, per scendere a patti con il mondo, a poco a poco smussando le asperità del tuo spirito (e con queste ogni autentica originalità e genuinità di esso), tanto da adattarlo alle contingenze ed alle convenienze...

Effetto acqua e sapone sapientemente ottenuto con un minimo di trucco, abbigliata con gusto (un capo firmato tutto sommato si può anche concedersi) ma senza ostentazione, sensibile educata gentile, per istinto dalla parte dei più deboli, amante della natura - ecologista, "corretta" per antonomasia (politicamente, eticamente, ecc.), ti muovi attraverso la vita con intelligenza ed ironia, per così dire a passo di danza e con il sorriso sulle labbra, hai fatto della grazia il tuo marchio di fabbrica... il logo per mezzo del quale renderti riconoscibile a te stessa ed agli altri.

Ma, come vedi, già più non saresti la Cass eroica del libro, ma piuttosto una Charlotte Gainsbourg o più terra terra una Ilaria D'Amico, in ogni caso una donna con uno status (maritata o "da maritare"), una identità sociale ben definita (codificata), e - il che non guasta - una professione rispettabile e ben retribuita. Ribelle sì, ma ormai del tutto integrata con il mondo, parte di esso...
                                
E comunque, pure nella remota ipotesi che ti ostinassi ad essere te stessa, risoluta nell'affermare la tua diversità costi quel che costi, emarginazione, fallimento o pure il gesto estremo, al tuo sacrificio mai sarebbe riconosciuto il phatos e significato che solo un'opera di fantasia rende possibile. Privato di ogni merito, la futilità del tuo naufragio futile farebbe apparire pure il tuo viaggio, fosse anche esso stato ai limiti del mondo - tutto ciò che nella vita hai pensato, sognato, desiderato e sofferto di colpo cancellato, inghiottito nel nulla, per sempre dimenticato,
 come lacrime nella pioggia...                        

                                                                                                                                                                        

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