Al confine tra bene e male, sanità e pazzia, piacere e dolore, noto ed ignoto, realtà e fantasia, bagnata dai fiochi raggi obliqui di un perenne crepuscolo o di un'eterna alba, si trova una zona d'ombra, una terra di nessuno dove nulla è ancora stato scritto e tutto è possibile: benvenuti ad Interzona.

giovedì 16 dicembre 2010

Un cielo color vaniglia (ovvero la mala educatión della letteratura): un consiglio.

Leggi più libri che puoi, così diventerai intelligente. O imparerai molte cose che ti aiuteranno a farti strada nella vita. Chi è che da bambino o ragazzo non si è sentito ripetere da genitori, insegnanti e schiere di entusiasti educatori refrain del genere sino alla nausea. Del resto, così vuole la saggezza popolare, la stessa che a parole condanna il vizio e predica virtù, con annesso l'implicito corollario che dall'attenersi ai precetti somministrati ne conseguirà automatico beneficio mentre per i trasgressori l'unico fato ammesso consiste in una sicura disfatta, come ben esemplificato dalle edificanti parabole, giusto per citarne alcuni, di Lucignolo e di Franti. In fondo, poco più che slogan pronunciati meccanicamente e senza troppo riflettere da individui il cui atteggiamento non risulta assai dissimile da quello delle oche addestrate a ripetere a comando "Napoleon ha sempre ragione" dalla elite suina a capo della fattoria di Orwell.

Alas!, ben sanno coloro che non solgono indulgere a compiacersi di se stessi quanto sia arduo liberarsi dalle abitudini apprese durante la fanciullezza e penetrate nella carne come una seconda natura. Per quel che mi riguarda, una di queste fu appunto quella di credere nel potere della letteratura in particolare e dell'arte in generale di dire una verità sul mondo (o, almeno, che vi dovesse essere una necessaria congruenza tra queste e quello) e per converso, crescendo, di modellare in parte le mie aspettative in base a ciò che avevo letto sui libri o visto al cinema o alla televisione. 

Tempo ed esperienza tuttavia hanno fatto la loro parte, riequilibrando per così dire i piatti della bilancia, ed alla tersa tenebra dell'attuale disincanto più non mi sfugge la mistificazione e l'inganno a cui ogni narratore - al pari di qualsiasi baro degno di tal nome - è costretto a ricorrere se vuol sperare di vincere la propria mano. Quindi, bambini di tutte le età, ecco il mio consiglio: siate cauti, e ricordatevi nell'addentare la mela rossa e succosa dell'arte che, per quanto invitante e saporita, questa rimane sempre il frutto di un artifizio e che quasi mai nella realtà il risveglio dai sogni si verifica per mezzo di un bacio...

Nessun commento: